Serpenti italiani: quali sono e come riconosceri

Tra gli animali che incutono maggiormente timore nell’immaginario collettivo ci sono sicuramente anche i serpenti.
Soprattutto nelle campagne, nelle zone rurali, nei parchi e nei giardini (ma in alcuni casi anche in città) la presenza dei serpenti genera panico e il timore delle conseguenze. È importante quindi sapere sia come comportarsi immediatamente che come gestire la loro presenza.
La presenza dei serpenti non è un problema che non interessa il nostro Paese. Ci sono infatti una serie di cosiddetti serpenti italiani che dobbiamo saper riconoscere così da capire come comportarsi, come allontanarli e come ridurre i rischi per la salute.
- Perché i serpenti sono pericolosi
- Quali sono i serpenti più comuni in Italia
- Cause e fattori di rischio della diffusione dei serpenti
- Come comportarsi in presenza di un serpente
Perché i serpenti sono pericolosi
Le specie di serpenti italiani, sono solitamente animali schivi e raramente aggressivi. Diventano pericolosi solamente in alcune circostanze. Il pericolo maggiore arriva dai serpenti velenosi. Questi tipi di serpenti (come le vipere) possono mordere provocando dolore e possibili conseguenze pericolose per la salute umana. Sebbene il numero di morti per morsi da serpente in Italia siano generalmente bassi, i rischi per la salute rimangono elevati. Il morso di alcuni tipi di serpente, infatti, possono richiedere cure mediche urgenti con tutti i rischi e le conseguenze del caso.
I serpenti in Italia non sono pericolosi solamente per il veleno, ma anche per una questione di sicurezza e disagio, specialmente negli spazi pubblici come giardini e aree condominiali. La presenza dei serpenti italiani, infatti, può spaventare non solo le persone, ma anche gli animali. Anche le specie non velenose, come il biacco o la natrice, se minacciate, possono reagire in modo difensivo, mordendo o tentando la fuga in luoghi poco accessibili, come garage, cantine o intercapedini.
Quali sono i serpenti più comuni in Italia
Parlando di tipi di serpenti in italia facciamo riferimento a una ventina di specie diverse, tra cui alcune endemiche. Le specie più comuni sono la vipera aspis, la vipera berus, il biacco, la natrice dal collare e il colubro licio. Per riconoscerle è importante sapere che la vipera aspis ha un corpo tozzo, la testa triangolare e una banda zigzagante sul dorso. È velenosa, ma raramente letale.
La vipera comune, invece, è presente soprattutto nelle aree alpine e prealpine. Si distingue per il corpo piuttosto corto e spesso, la testa ben definita e anch’essa caratterizzata da una banda dorsale scura a zig-zag. Anche questa specie è velenosa, ma le sue dimensioni contenute e la tendenza a evitare il contatto con l’uomo ne limitano la pericolosità.
Il biacco è un serpente non velenoso, agile e veloce, di colore scuro con macchie gialle e dal corpo slanciato e di colore nero lucido o bruno, talvolta con riflessi metallici. È frequente nei giardini e nelle campagne ma se non disturbato risulta innocuo.
La natrice dal collare è facilmente riconoscibile per la presenza di due macchie chiare dietro la testa, simili a un collare. Vive spesso nei pressi di corsi d’acqua e si nutre principalmente di anfibi. Infine, il colubro liscio, più piccolo e timido, ha un colore marrone o grigiastro e squame molto regolari che gli danno un aspetto “levigato”.
Cause e fattori di rischio della diffusione dei serpenti
Ma da cosa dipende la presenza dei serpenti italiani? Ci sono diversi fattori che incidono. Innanzitutto il clima. I serpenti sono infatti animali a sangue freddo e sono maggiormente attivi nei mesi caldi, tendenzialmente da aprile a ottobre. Inoltre sono più frequenti nei luoghi in cui c’è un habitat favorevole, ovvero quello composto da vegetazione fitta, muretti, cumuli di legna, detriti e acqua stagnante. Parallelamente sono più attivi in luoghi in cui vi è una maggiore presenza di uccelli, insetti, roditori e piccoli anfibi che i serpenti considerano come prede. Alcune località registrano un aumento della presenza dei serpenti come conseguenza ella riduzione di predatori naturali come ricci e rapaci. Infine la frammentazione degli habitat e l’abbandono di molte aree rurali in favore dell’urbanizzazione contribuisce alla presenza di serpenti anche in luoghi semiurbani, tradizionalmente non coinvolti da questo fenomeno.
Come comportarsi in presenza di un serpente
Ora che abbiamo visto quali sono e come riconoscere i serpenti italiani è necessario capire come comportarsi. In generale, per quanto possa apparire difficile, alla vista di un serpente italiano e non, è necessario mantenendo la calma evitando comportamenti istintivi. Da questo punto di vista è necessario non avvicinarsi né evitare di toccare i serpenti o cercare di allontanarli. Vanno evitati anche i movimenti bruschi (per i quali il serpente si sente minacciato), non uccidere assolutamente l’animale (attività illegale) e segnalarne la presenza alle autorità o a un servizio specializzato di disinfestazione.
In una prospettiva di prevenzione è invece utile mantenere ordinato il giardino e gli spazi esterni della propria casa (evitando che ci sia erba alta o cespugli molto fitti), chiudere fessure, pozzetti e intercapedini e, ancora, evitare di accumulare legna, materiali in disuso e compost. È particolarmente utile anche prevedere dei sistemi di derattizzazione capaci di tenere lontani i roditori che possono attirare i serpenti italiani.
La presenza costante dei serpenti, specialmente nei pressi della propria abitazione, richiede l’intervento di una ditta specializzata. La disinfestazione di serpenti e rettili prevede l’applicazione di barriere repellenti naturali o chimiche, sistemi dissuasivi e, nei casi più complessi, trappole specifiche non letali.



